I bending sulla scala pentatonica: quanti sono e dove sono

Bending Pentatonica

Nel vasto universo della chitarra Blues e Rock, una delle tecniche più amate e utilizzate dai chitarristi per esprimere emozione e personalità è il bending sulla scala pentatonica.

Questa tecnica potente e versatile permette di trasformare note statiche in suoni espressivi, portando la tua creatività e il tuo stile personale a un livello superiore.

In questa lezione, esploreremo il mondo del bending sulla pentatonica, rispondendo a domande fondamentali e offrendo un’analisi dettagliata dei punti chiave e delle opportunità melodiche che questa tecnica offre sui primi due box della scala.

Come ulteriore approfondimento, trovi anche il video sul mio canale YouTube, nel quale, oltre a vedere nel dettaglio i vari tipi di bending, trovi anche un intero assolo che lega in maniera organica vari fraseggi, ognuno dedicato ad un diverso tipo di bending.

Per gli iscritti al livello gratuito FAN è anche disponibile il file PDF con spartito e TABs dell’improvvisazione su una progressione Am – F – C – G.

La scala pentatonica minore e il fascino dei bending

Prima di addentrarci nella tecnica del bending sulla scala pentatonica, è importante comprendere la natura stessa della scala e perché esercita un fascino intramontabile soprattutto nella musica Blues e Rock.

Ne ho parlato in una lezione interamente dedicata alla teoria (base e avanzata) sulla pentatonica, in modo particolare per ciò che riguarda il suo ruolo nell’improvvisazione e nei soli di grandi chitarristi.

La strada per questo approfondimento la trovi qui: Scala pentatonica: la guida completa per suonare come un Pro

In particolare, nella sezione Scala pentatonica e improvvisazione, ci sono diversi suggerimenti di ascolto che ti permetteranno di apprezzare come le sonorità della scala pentatonica siano state utilizzate innumerevoli volte da chitarristi leggendari per creare melodie coinvolgenti e assoli appassionanti.

Punti chiave per il bending sulla scala pentatonica

Una delle domande più frequenti tra i chitarristi di tutti i livelli è dove e come eseguire al meglio il bending sui diversi box della scala pentatonica.

Rispondere a questa domanda richiede una conoscenza approfondita delle posizioni ideali per ottenere i bending più espressivi e melodici. I punti chiave per il bending si trovano generalmente sulle prime tre corde della chitarra, ovvero le corde Sol, Si e Mi.

Lavoreremo sulla scala pentatonica minore di La, formata dalle note La, Do, Re, Mi e Sol. 

Per capire meglio i punti chiave del bending sulla pentatonica minore, è essenziale partire dai primi due box: il Box 1 e il Box 2. Trovi tutti i riferimenti sui 5 box della pentatonica sempre nella lezione gratuita di cui ti ho accennato prima.

Il Box 1 è il più comune e ampiamente utilizzato, soprattutto dai chitarristi principianti. È solitamente il primo box imparato quando si studia la scala pentatonica. Nonostante la sua semplicità già solo questo box ti offre una varietà di scelte per arricchire le tue improvvisazioni, mettendo a tua disposizione ben 7 differenti bending.

Il Box 2, che è quello adiacente e che spesso viene indicato impropriamente come pentatonica maggiore, è in grado di aggiungere sfumature diverse al suono complessivo, grazie ad altri 5 differenti bending. Qui troverai bending più estesi, come quelli di un tono e mezzo, spesso utilizzati per creare un effetto magico e sognante.

Esplorare i punti chiave del Box 2 ti consentirà di ampliare ulteriormente il tuo vocabolario musicale e il tuo arsenale di tecniche espressive.

Quanti sono e dove sono i bending sulla pentatonica

Ora, vediamo quanti e quali bending specifici sono disponibili in ciascuno dei primi due box della scala pentatonica.

Nel box 1, ci sono cinque punti chiave su cui è possibile eseguire bending, e da questi cinque punti si possono ottenere ben sette bending differenti. Iniziamo con i bending classici, che sono il cuore della tecnica e offrono le fondamenta per esplorare ulteriormente le possibilità espressive del bending.

  • bending di un tono sul settimo tasto della terza corda (nota Re), che genera la nota target Mi
  • bending di un tono sull’ottavo tasto della seconda corda (nota Sol), che porta alla nota target La
  • bending di un tono sull’ottavo tasto della prima corda (nota Do), che arriva alla nota target Re

Questi bending classici forniscono un’ottima base per iniziare a familiarizzare con l’esecuzione di questa tecnica espressiva. È importante dedicare del tempo alla pratica per ottenere un controllo preciso e una buona intonazione delle note target.

Note di tensione e note di risoluzione: il segreto di un assolo coinvolgente

Ora, prima di vedere gli altri bending disponibili sul primo box della pentatonica, vediamo perché è importante saper scegliere il tipo di bending in base agli accordi su cui sto suonando. Come abbiamo detto, il bending è probabilmente la tecnica più affascinante e più espressiva che noi chitarristi abbiamo a disposizione.

Però, potenzialmente è anche la tecnica che può penalizzarci di più. Infatti, quando si è poco esperti si tendono ad ignorare due fattori fondamentali del bending: non si presta attenzione all’intonazione della nota target, cioè la nota che si tira non risulta intonata, ma soprattutto si ignora il senso melodico e armonico che la nota target deve avere rispetto all’accordo su cui si sta suonando.

Per semplicità, in questo momento ragioniamo su un vamp di un solo accordo, per l’appunto Am, in modo da afferrare il concetto di fondo e la differenza tra note di tensione e note di risoluzione. Poi, va da sé che su una progressione armonica, seppur sempre in tonalità di Am, il ragionamento va rimodulato in base al giro di accordi sottostante, ma il principio rimane sempre lo stesso.

Il principio di base è molto semplice: le frasi di un assolo devono chiudere su una nota di risoluzione, cioè una nota che è parte dell’accordo sottostante. È quella nota che viene chiamata in inglese chord tone.

Le note chord tone sono quelle che danno un senso di conclusione alle nostre frasi, che diversamente risulterebbero come sospese se le chiudessimo su note di tensione anziché di risoluzione.

Prova a suonare queste tre frasi su un accordo di Am e tutto sarà molto chiaro: quasi sempre gli esempi valgono più di mille parole.

Esempi di bending pentatonici

Le note di tensione sono quelle che creano un senso di sospensione e instabilità nell’ascoltatore, mentre le note di risoluzione, o chord tones, sono quelle che conferiscono un senso di conclusione e stabilità. Per creare un assolo coinvolgente, è importante bilanciare le note di tensione con le note di risoluzione, rispettando l’armonia degli accordi sottostanti.

Come certamente avrai notato, la prima e la seconda frase hanno un senso musicale compiuto, mentre la terza no, rimane come sospesa, è come se mancasse qualcosa. E questo è normale perché sia la prima sia la seconda frase terminano su chord tones, rispettivamente sulla nota Mi e sulla nota Do, mentre la terza termina sulla nota Re che non è nota dell’accordo di Am.

Quindi è chiaro che, quando esegui un bending sulla pentatonica durante un assolo, è fondamentale scegliere note di tensione che risolvano in modo melodico e armonico. Questa dinamica di alternanza attira l’attenzione degli ascoltatori e rende il tuo assolo più coinvolgente e memorabile.

Blues bending e bending melodici out of the box

Oltre ai bending classici, nel Box 1 scopriamo anche alcune tipologie di bending più particolari, come i Blues bend e i bending melodici out of the box. Questi bending aggiungono colore e intensità alle tue esecuzioni, permettendoti di sperimentare suoni più caratteristici e originali.

Il primo è il Blues bending microtonale: al quinto tasto della terza corda (nota Do), puoi eseguire un leggero bending per ottenere un suono microtonale, che si colloca tra il Do e il Do diesis. In pratica, si tratta di tirare la corda di un quarto di tono, conferendo a questo bending un classico suono Blues alle tue frasi, rendendole più espressive e coinvolgenti.

Il secondo è un classico Blues bending: siamo al settimo tasto, sulla nota Re, e con un bending di mezzo tono raggiungiamo la nota target Mi bemolle. Questa nota è proprio la blue note, ovvero la 5ª diminuita o 5ª bemolle che dir si voglia di La, ed è la nota blues per eccellenza. L’avrai sentita milioni di volte in altrettanti fraseggi e licks dei grandi chitarristi Blues e Rock che hanno dato vita a frasi penetranti e appassionate.

Una variante, utilizzatissima, di questo Blues bending è quella di utilizzare la tecnica del pre-bend and release, cioè, eseguire il bending tirando in su la nota prima di suonarla per poi lasciarla tornare indietro. Questo conferisce alle frasi un sound blues davvero formidabile.

E arriviamo ai bending melodici out of the box: questi bending, come suggerisce il nome, riguardano note estranee alla scala pentatonica, ma possono aggiungere un tocco di originalità e imprevedibilità alle tue improvvisazioni.

Al quinto tasto della seconda corda (nota Mi) e al settimo tasto della prima corda (nota Si), con bending di mezzo tono, puoi raggiungere rispettivamente le note target Fa e Do.

Come sappiamo, Do e Fa non sono note della scala pentatonica di La minore ma, se come accordo sottostante abbiamo un accordo maggiore di C e tiriamo il Mi di mezzo tono per arrivare a Fa, ecco che magicamente possiamo creare il suond di un accordo sus quarta.

Se invece partiamo dal Si e tiriamo la nota di mezzo tono, possiamo ragionare in due modi differenti: usare il Si (nota estranea alla pentatonica di La minore) come nota di passaggio per arrivare al target Do, oppure con un bend and release possiamo chiudere una frase risolvendo proprio sul Si, che è la nona di La e creare quindi l’effetto di un accordo Am9.

Box 2 della pentatonica: altri 5 bending a tua disposizione

Passiamo ora ai bending contenuti nel Box 2 che in tutto sono ben cinque. Qui tecnicamente le cose si complicano un po’ perché sono presenti anche bending di un tono e mezzo: bending dall’effetto magico ma difficile da eseguire senza un bel po’ di pratica.

Partiamo dai bending classici, da un tono e da un tono e mezzo.

  • bending di un tono e mezzo sul nono tasto della terza corda (nota Mi), che genera la nota target Sol
  • bending di un tono e mezzo sul decimo tasto della seconda corda (nota La), che genera la nota target Do
  • bending di un tono sul decimo tasto della prima corda (nota Re), che genera la nota target Mi

Passiamo ai Blues bend, e facciamo la conoscenza di un bending particolare per la sua posizione. Partiamo dal decimo tasto della prima corda, nota Re e tiriamo il bending di mezzo tono con nota target Mi bemolle, che è proprio la blue note della scala blues di La minore.

Ultimo bending, appartenente a quelli che io chiamo melodici o out of the box, è a tutti gli effetti una variante di quello da un tono e mezzo che parte dal decimo tasto della seconda corda. Anche questo è da usare con cognizione armonica perché essendo di un tono e partendo da La ha nota target Si, che è nota estranea alla scala pentatonica di La minore.

Se la progressione lo permette è spettacolare alternare il bending da un tono e mezzo con quello da un tono, in pieno e azzeccatissimo Gilmour style. Oppure, come abbiamo visto prima, Si è la nona di La, per cui potremmo anche provare una risoluzione alla Steve Lukather.

Dalla teoria alla pratica: aspetti fondamentali del bending

Oltre alla scelta delle note e all’intonazione, un altro aspetto fondamentale del bending è il timing. Il modo in cui esegui il bending, l’attacco e il rilascio delle corde, influisce sul risultato finale del suono. Un bending eseguito con precisione e consapevolezza risulterà più espressivo e coinvolgente, mentre un bending eseguito in modo sbrigativo e poco attento potrebbe apparire piatto e poco interessante.

Per migliorare il tuo timing nel bending, pratica lentamente e con attenzione, concentrandoti sull’intonazione precisa della nota target e sulla sensazione emotiva che vuoi trasmettere attraverso il tuo assolo. Con il tempo, acquisirai una maggiore padronanza della tecnica e potrai creare bending fluidi e coinvolgenti.

Inoltre, non aver paura di esplorare note extra fuori dai confini dei vari box. Questo ti permetterà di aggiungere nuove dimensioni al tuo assolo.

Sperimentare con note aggiuntive può portare a scoperte musicali sorprendenti e a idee creative originali e quando usate in modo appropriato e con consapevolezza armonica, possono creare effetti sorprendenti e affascinanti nei tuoi assoli.

Come tutte le tecniche musicali, padroneggiare il bending sulla scala pentatonica richiede impegno, dedizione e molta pratica. Sperimenta con diverse combinazioni di bending, esplora nuove posizioni e suoni, e studia assoli di chitarristi famosi per trarre ispirazione e nuove idee.

Ogni chitarrista ha il proprio stile unico e personale, e il bending sulla pentatonica è un veicolo perfetto per esprimere la tua creatività e la tua individualità.

Buona Musica!

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