In questa lezione parliamo di accordi estesi e accordi aperti, un must per arricchire e dare nuovi colori alle tue ritmiche.
Torniamo quindi ad occuparci di accordi e di come possiamo elaborarli e trasformarli per rivoluzionare letteralmente le nostre progressioni armoniche, creando colori estremamente personali, pur partendo da semplici e strasentiti giri di accordi.
Puoi anche seguire questa lezione in video sul mio canale YouTube, la strada è questa.
Tra l’altro, sul mio canale ho già parlato diverse volte di come sia possibile manipolare in modo creativo progressioni armoniche utilizzando accordi estesi, accordi aperti, triadi aperte e sostituzioni di accordi.
Trovi tutte le lezioni raggruppate nella playlist dedicata Chitarra Ritmica/Accordi.
In questa lezione prenderemo come pretesto un classicissimo giro armonico in Em di soli due accordi: Em e A, cioè, ragionando in termini di gradi, una progressione I – IV e la trasformeremo in un’interessante versione dal sapore particolare.
Con questa lezione migliorerai la tua conoscenza degli accordi, migliorerai la capacità di creare tessiture ritmiche per l’accompagnamento e approfondirai l’uso creativo degli accordi partendo da semplici progressioni armoniche di base.
Nella sezione Risorse del sito trovi anche lo spartito e le TABs di tutti gli esempi presentanti nella videolezione, e che puoi scaricare se hai una registrazione al livello gratuito FAN.
Accordi estesi e accordi aperti
Gli accordi aperti e gli accordi estesi sono capaci di creare un universo vasto e affascinante che non possiamo certo esaurire con questa singola lezione.
Questi accordi hanno la capacità di dare nuova vita alla tua musica, conferendo alle nostre ritmiche colori e sfumature mai immaginate prima.
L’idea è quella di allontanarsi progressivamente dalle forme di accordi standard che seguono sempre più o meno gli stessi schemi per espandere il nostro mondo armonico e trasformare i giri di accordi comuni in sequenze armoniche magiche che catturano l’attenzione di chi ci ascolta.
La costruzione di accordi estesi e accordi aperti, se si ha qualche base di teoria e armonia, non è particolarmente complicata.
Piuttosto, ciò che è davvero rilevante per un buon utilizzo di questo tipo di accordi è la scelta della disposizione delle note, cioè il voicing dell’accordo, e quindi degli intervalli che andiamo a creare.
In estrema sintesi, estendere un accordo significa aggiungere delle note appartenenti alla scala di riferimento alla triade di base.
Esempio pratico: se prendiamo un C in prima posizione nella forma di triade allo stato fondamentale, cioè, formato dalle note C-E-G e aggiungiamo la nota D al terzo tasto della seconda corda, abbiamo esteso l’accordo di base in forma di triade con l’aggiunta della nona maggiore, ottenendo un Cadd9.
Se le estensioni riguardano una o più corde a vuoto, ecco che possiamo parlare di accordi estesi aperti, se invece usiamo una o più corde a vuoto su cui ci appoggiamo per estendere un accordo possiamo parlare di accordi aperti non convenzionali.
Infatti, in alcune tonalità tipicamente chitarristiche è possibile utilizzare le corde a vuoto come base a cui possiamo aggiungere note extra, oppure disporre il voicing dell’accordo in modo che una o più corde a vuoto siano le estensioni dell’accordo di base.
In entrambi i casi conferiamo profondità e intensità agli accordi di base, creando un’atmosfera eterea e coinvolgente.
Di fatto, si tratta di giocare con la disposizione delle note fondamentali degli accordi aggiungendo le estensioni più utilizzate che sono la seconda, la quarta, la nona e l’undicesima.
Inoltre, non va assolutamente sottovalutato il fatto che una progressione armonica con voicing particolari e inusuali, grazie agli intervalli tra le note degli accordi aperti ed estesi e al modo in cui li concateniamo, possono ispirarci pattern ritmici unici e coinvolgenti per le nostre ritmiche sia in strumming sia in fingerstyle.
Una volta trovati i voicing che più ti piacciono e che ti rappresentano in termini di stile e colori, ti invito a sperimentare tali accordi con diverse dinamiche e diversi groove, così da trasformare la tua progressione armonica in un’esperienza ritmica interessante e avvincente, dove ogni nota avrà un ruolo importante nel tessuto sonoro che stai creando.
Accordi estesi e accordi aperti: i voicing per l’accordo di Em
Iniziamo ora a lavorare sulla nostra semplice progressione I-IV basata sugli accordi Em e A, i cui accordi di base in prima posizione sono questi.
L’idea è quella di utilizzare due diversi voicing sia per il Em sia per il A, in modo da creare una sorta di disegno ritmico-melodico che dia la sensazione che l’armonia si muova su quattro diversi accordi.
Partiamo dal Em e facciamolo diventare un Em9, disponendo i voicing in modo da sfruttare anche delle corde a vuoto. Questo accordo è essenzialmente un Em7 (formato dalle note E-G-B-D a cui abbiamo aggiunto il F#.
Attenzione: nonostante il F# in questo caso non sia la nota più alta, questo è sempre un accordo aperto esteso e, in questa forma, è possibile incontrarlo in molti standard jazz e ballate rock.
Con il secondo voicing che scegliamo per arricchire il nostro Em di base diamo origine ad un Em11.
Altra utilizzatissima estensione, l’undicesima nel nostro caso è la nota A e come per l’accordo precedente non è la nota più alta dell’accordo.
Questa è una forma poco nota ma le note G e G ravvicinate sulle corde centrali conferiscono a questo accordo un suono distintivo, più complesso del Em9.
Una seconda versione del Em11, stavolta con la nota A sul registro acuto, gioca con l’ordine delle note, conferendo all’accordo un voicing di tipo pianistico che, tra l’altro per chi ha solide basi di armonia, suona come un accordo di D sovrapposto a un Em.
Ma qui entriamo nel mondo dei polychord ed è tutt’altro argomento da quella che stiamo affrontando in questa lezione.
A puro titolo di cronaca e cultura chitarristica, è molto facile incontrare questo tipo di voicing in chitarristi come Allan Holdsworth ed Eric Johnson, i quali spesso preferiscono queste formazioni di accordi più simili al pianoforte.
Per elaborare la nostra progressione armonica noi utilizzeremo il Em11 della prima versione che ti ho mostrato.
Accordi estesi e accordi aperti: i voicing per l’accordo di A
Passiamo ora ai due voicing che ci servono per l’accordo di A.
Per il primo accordo scegliamo un bel voicing di Aadd9, che non di rado viene chiamato erroneamente Asus2. Infatti, in realtà è un accordo ben diverso, poiché contiene sia il B (la nona) sia la terza maggiore (C#).
La confusione può nascere dal fatto che il B può rappresentare tanto la seconda quanto la nona. Normalmente questo può dipendere dall’ottava a cui stiamo piazzando la nota di estensione dell’accordo oppure dalla presenza della terza o meno. Inoltre, per consuetudine si preferisce considerare gli accordi senza terza come sus2 e quelli con la terza come add9.
Per il secondo accordo sfruttiamo anche in questo caso due corde a vuoto. Lasciando aperta la seconda corda, anziché avere il consueto C# al 2º tasto, omettiamo la terza maggiore e creiamo un interessante Asus2 con il B che è proprio la nona di A.
La prima corda a vuoto, nota E, rinforza il tutto grazie alla funzione di quinta giusta.
La nuova progressione armonica
Molto bene, ora abbiamo i quattro voicing che ci servono e possiamo concatenarli per dare origine alla nostra progressione armonica che sarà quindi formata dai seguenti accordi:
Se guarderai anche la videolezione su YouTube, presta attenzione al pattern ritmico utilizzato che tende a valorizzare alcuni intervalli e il modo in cui gli accordi sono uniti gli uni agli altri.
Se ci fai caso, la percezione che generiamo nell’ascoltatore è quella di un giro armonico che si muove su quattro accordi e non solo su due. Questa è la ricchezza degli accordi estesi e delle moltissime varietà di voicing che possiamo utilizzare.
Trattando le progressioni armoniche ed elaborando gli accordi di base per elevarli ad un livello armonico superiore, saremo sempre in grado di dare nuova vita a giri di accordi anche tra i più semplici e basilari. Di fatto il nostro solo limite sarà la creatività, ma finché non ci stancheremo di ricercare e sperimentare nuove sonorità il limite resterà molto lontano.
Buona Musica!




