Come suono
Quasi tutta la musica che trovi qui è degli ultimi quattro anni, gli stessi in cui il mio modo di suonare è cambiato senza che me ne accorgessi.
Come sia successo l’ho raccontato in Chi sono.
Se hai letto quella pagina, qui puoi “ascoltarla”.
In fondo ho lasciato anche due lavori molto più datati.
Non li ho messi lì come riempitivo: fanno parte della strada che ho percorso per arrivare qui, e si sentono ancora dentro quello che suono oggi.
Quello che suono adesso
Progressive fusion, ed è il brano in cui si incontra tutto quello che ho suonato da quando avevo diciassette anni sino ad oggi.
Playthrough del brano "Colourful"
Assolo Jazz con la pentatonica minore #1
Assolo Jazz con la pentatonica minore #2
Due assoli di studio sulla pentatonica minore, usata in chiave jazz.
Studio del solo del brano "Film Noir"
Il mio assolo su un pezzo che stavamo costruendo con i Fancyfluid, quando ho provato a rimettere in piedi la band. La band non è ripartita e il pezzo è rimasto lì.
Le anteprime di Evening Rose
Evening Rose è il nome sotto cui produco e pubblico la mia musica. Questi sono i primi demo, nati negli stessi mesi in cui il mio modo di suonare stava evolvendo.
Dentro ci trovi rock strumentale, jazz fusion e chitarra classica sola, una accanto all’altra. Non è disordine: è il momento in cui quei linguaggi stavano confluendo e non avevano ancora trovato una sintesi.
Ascolta il medley di Evening Rose
Le Anteprime
Assolo con intervalli di seconda
Le altre strade, negli stessi anni
Rock strumentale, dalle parti di Joe Satriani.
Tutto l’assolo gira intorno agli intervalli di seconda, un suono più stretto e più tagliente di quello a cui il rock ci ha abituati.
Fingerstyle su chitarra classica e ambient. Sono lontane dal jazz rock e le suono lo stesso, perché nessuna delle cose che ho attraversato è stata messa da parte.
"Grèn" - Playthrough versione studio
Playthrough del brano studio "Ambient Sounds #1"
Prima di tutto questo
Il mio primo CD, new age, autoprodotto. È il disco nato dopo l’esperienza con i Fancyfluid, quando ascoltavo William Ackerman, Alex de Grassi e Michael Hedges.
Chitarra classica contemporanea, di impronta impressionista. Sono tra i brani che stavo facendo ascoltare a Pino Russo la sera in cui gli dissi che di come suonavo non ero contento.
